Anna Calvi – One Breath (Recensione)

Anna Calvi – One Breath (Recensione)

2017-11-08T17:15:48+00:0016 dicembre 2013|


Anna Calvi One Breath
L'artista inglese si conferma come una delle voci piu' interessanti del panorama cantautorale attuale, sempre piu' matura e consapevole dei propri mezzi.

8/10


Uscita: 7 ottobre 2013
Domino Records
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Dopo aver sorpreso tutti, con il suo debut album omonimo che l'ha portata ad essere paragonata a PJ Harvey e Siouxsie, nonché a ricevere una nomination ai Brit Award, Anna Calvi è ritornata più in forma che mai, non curante della pesante eredità che il primo album le ha lasciato in dote. L'artista di origini italiane sembra sempre più a suo agio nelle vesti della cantautrice bella e dannata, e sempre più in grado di giocare con i diversi suoni e mood che caratterizzano questo secondo album One Breath.

L'avvio sembra vivere di luce riflessa: Suddenly e Eliza non avrebbero infatti sfigurato sul primo album, sia per la struttura che per le armonie. Già dalla terza traccia Piece by Piece iniziano però ad avvertirsi la maturità e l'evoluzione della cantautrice: Anna si destreggia con voce sensuale sulla base “chimica” di una batteria ossessiva che fa da sfondo ad arrangiamenti distonici, tastiere fluttuanti ed estemporanee distorsioni. La temperatura inizia quindi ad alzarsi in Cry, breve ed intensa; se la ritmica si muove sulla falsariga del brano precedente, le incursioni rock-blues della chitarra, accompagnate da una voce sempre più ammiccante, donano un tocco ammaliatore che ci trasporta fin dentro il cuore onirico della successiva ballata Sing to Me. Un brano incantevole, per il quale viene in mente quello che disse Shakespeare:"…Vanità seria, pesante leggerezza, disarmonico caos di forme belle…".

Meno sorprendente invece Tristan, nient'altro che uno stacchetto pretenzioso a fare da spartiacque nel bel mezzo dell'opera. Basso movimentato, voce cullante e suoni eterei introducono la title-track One Breath, uno strano incrocio tra Beach House e Portishead con tanto di coda epica. A seguire ripiombiamo nel gioco degli opposti che caratterizza il disco con Love of My Life: veloce, tirata e sporca; rock d'autore in aritmia con i brani precedenti, ci trafigge con la sua maestosità caotica e concentrata. Straniante invece Carry Me Over, in cui Anna fa sfoggio di tutta la sua maturità artistica, tra archi, piano, chitarre, intermezzi strumentali da thriller psicologico, pathos vocale e chiusura in crescendo. Un brano viscerale, che segna il punto più alto del disco.

La chiusura è invece affidata alla passionale e struggente Bleed Into Me, un'immersione totale nei meandri più nascosti e poetici di questa artista, che si aprono definitivamente in The Bridge, un “ponte” costruito con atmosfere mistiche e surreali verso l'affermazione inevitabile di questo disco come uno dei migliori del 2013.

Anna Calvi sarà in Italia a febbraio per quattro date live: i biglietti per gli show di Torino e Bologna sono disponibili su Ticketone.