Flying Lotus – Until the Quiet Comes (Recensione)

Flying Lotus – Until the Quiet Comes (Recensione)

2017-11-08T17:15:51+00:0025 settembre 2012|


Flying Lotus - Until the Quiet Comes
Torna il producer californiano con il
solito parterre di ospiti: Thom Yorke, Erykah Badu, Niki Randa e Laura
Darlington. Ma l'album non convince come il precedente Cosmogramma.

7/10


Uscita: 1 ottobre 2012
Warp Records
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Con questo quarto album Steven Ellison si trova davanti al difficile compito di dare un seguito al bellissimo Cosmogramma, uscito nel 2010. Partendo da ritmi leggermente più rilassati del predecessore, il producer di Los Angeles si è avvicinato alle sonorità delle tracce più easy-listening del primo Four Tet, mantenendo però le fortissime influenze di generi come la Jazztronica (difficile aspettarsi altro dal nipote di Alice e John Coltrane) e l’IDM.

Nella prima metà il disco alterna pezzi più lenti e evocativi (All In, Until The Colours Come, Tiny Tortures, All The Secrets) a brani più movimentati e pesanti (Heave((n), Sultan’s Request), per poi chiudere con la bellissima marcetta Putty Boy Strut. Nella seconda metà invece Ellison concentra le tracce più attese, vale a dire i featuring di Erykah Badu e Niki Randa (già presente nella prima metà con una piccola parte vocale in Getting There) e le nuove collaborazioni registrate con Thom Yorke dei Radiohead, Thundercat e e Laura Darlington, già presenti in Cosmogramma. Da segnalare che se queste collaborazioni segnano un ritorno a ritmi lenti e sonorità evocative, gli altri pezzi della seconda metà dell’album hanno un ritmo decisamente più sostenuto, come a voler compensare i cali di tensione.

Ma andiamo con ordine: la traccia con Erykah Badu, See Thru You, procede con una ritmica incalzante e si lascia trasportare dalla bellissima voce della cantante statunitense in zone di puro vuoto strumentale, mentre la successiva Until The Quiet Comes è un inseguimento di percussioni e brevi lampi elettronici che ben conduce a DMT Song, con Thundercat che cantando sottovoce accompagna i campionamenti d’archi in una cantilena fra il sognante e l’angosciato.

The Nightcaller ci riporta a sonorità più ballabili prima della evocatica Only If You Wanna, una base ultra-minimale unita a dei sussurri che sembrano quasi voler sedurre l’ascoltatore e mi ricordano Thom Yorke, come a voler introdurre la traccia successiva: come era facilmente prevedibile Electric Candyman è uno dei pezzi più gradevoli dell’album e ci porta in sonorità leggermente meno orecchiabili e più aspre, accompagnate come sempre da una sezione ritmica tanto particolare quanto catchy nella prima metà. Nella la seconda parte del brano invece un po' delude l’ingresso dei sussuri di Yorke, quasi impercettibili. Il brano non è male, ma forse era lecito aspettarsi di più dal seguito della bellissima “…And the World Laughs with You”. Poi ecco che arriva la collaborazione con Niki Randa, voce come al solito eterea che si disperde in un intreccio di strumenti a corde, scivolando dolcemente nei simil-fiati di Phantasm con Laura Darlington, impegnata in un pezzo forse fin troppo simile al precedente Table Tennis.

Il disco chiude con un tocco di inquietudine e le atmosfere drammatiche della breve Dream To Me, lasciando un piacevole senso di appagamento e la soddisfazione di aver ascoltato un altro grande album del compositore americano. Volendo fare un paragone col disco precedente, c'è però da dire che in generale Until the Quiet Comes mi è sembrato meno valido di Cosmogramma: Ellison non si è rinnovato abbastanza per quanto riguarda la struttura delle canzoni, che spesso, se confrontate con i pezzi del disco precedente, risultano meno convincenti. Sarà solo la mancanza dell'effetto sorpresa o qualcosa di più sostanziale?

Potete ascoltare l'intero album in streaming qui.