I pre-giudizi sulle nuove uscite dal 29 ottobre al 4 novembre

I pre-giudizi sulle nuove uscite dal 29 ottobre al 4 novembre

2012-10-28T09:10:37+00:0028 ottobre 2012|

Tutti i dischi sono in uscita il 30 ottobre.

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[space height=”10″]Andrew Bird: Hands of Glory

Andrew Bird: Hands of Glorybirra Non ho mai ascoltato Andrew Bird. Ora che mi sono tolto questo peso, immagino che dovrei flagellarmi per bene e cospargermi il capo di cenere, dal momento che chiunque io conosca ne parla solo bene da anni. Sono praticamente sicuro che qualsiasi album del cantautore di Chicago sarebbe di mio gradimento, ma ecco, se dovessi proprio iniziare da qualche parte non partirei da questa “appendice” all’ultimo album Break It Yourself, che contiene “reinterpretazioni” degli stessi brani e cover. Mmmh, secondo me l’album “appendice” è una formula da evitare come la peste: se non ha funzionato per i Radiohead con Amnesiac, pensate funzionerà per lui?

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[space height=”10″]Cee Lo Green: Cee Lo's Magic Moment

Cee Lo Green: Cee Lo's Magic MomentacquaIl pelatissimo Cee Lo divenne una star quasi per caso con l’onnipresente Crazy degli Gnarls Barkley, ma ha passato gli ultimi anni a farsi notare più per il gusto stravagante che per i suoi album neo-soul. Già la situazione non era proprio rosea, ora addirittura ha avuto la bella pensata di pubblicare un album natalizio, cioè la classica mossa che rappresenta il punto più basso nella carriera di qualsiasi artista (sì, anche di Sufjan). Ma non aveva di meglio da fare?

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[space height=”10″]Matthew Friedberger: Matricidal Sons of Bitches

Matthew Friedberger: Matricidal Sons of BitchesacquaNon mi sono mai piaciuti i Fiery Furnaces: i due fratellini Friedberger hanno ingannato per anni gli ascoltatori di musica più ingenui con i loro pasticci (e non pastiche) onnicomprensivi, che saltavano nello stesso brano tra generi e tempi diversi. Poi ognuno ha provato la carta solista, ma dubito che ne verrà fuori qualcosa di buono da questo album dall'orrida copertina e dall'orrido titolo…

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[space height=”10″]Neil Young & Crazy Horse: Psychedelic Pill

Neil Young & Crazy Horse: Psychedelic Pill
martini
Il mio entusiasmo per questo doppio album (il primo in cui Neil torna a comporre nuovi brani con i suoi Crazy Horse, dopo il trascurabile LP di traditional Americana) è alle stelle ormai da qualche mese, tanto che immancabilmente scatterà la delusione: ma in fondo che cosa ci aspettiamo da Neil Young, che rivoluzioni (di nuovo) il mondo della musica a 66 anni suonati? Io personalmente mi riterrei soddisfatto con jam infinite, assoli chilometrici e qualche buona melodia da cantare, e su tutti e tre i fronti mi sa che qui siamo abbondantemente coperti.

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[space height=”10″]Neurosis: Honor Found in Decay

Neurosis: Honor Found in Decay birraE poi non lamentatevi che non parliamo di metal su Gold Soundz! Nonostante la mia avversione per il genere, i Neurosis sono uno dei pochi gruppi che potrei anche ascoltare in futuro. La loro mossa di farsi produrre ormai da qualche anno da Steve Albini li ha messi sulla mappa di chi (come me) non se li cagherebbe neanche di striscio e, anche se non ho mai ascoltato neanche una loro canzone, sono moderatamente ottimista.

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[space height=”10″]The Soft Moon: Zeros

The Soft Moon: ZerosmartiniAnche in questo caso non ho mai ascoltato niente di questo gruppo, però ho sentito parlare molto e molto bene del loro album d’esordio di due anni fa. Da quello che ho capito dovremmo essere di fronte ad un disco di new wave darkeggiante, con i Cure di Pornography nel cuore e l’influenza di tanti altri artisti meno conosciuti a rendere il tutto meno mainstream. Il clima plumbeo di questi giorni mi sembra la cornice ideale, per cui accattatevillo!

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[space height=”10″]Cody Chesnutt: Landing On a Hundred

Cody Chesnutt: Landing On a HundredbirraQuando tutti si ricordano di te solo per un ritornello nella canzone di qualcun altro, di solito non è un buon segno per la tua carriera musicale. Così è per il povero Cody Chesnutt, che dieci anni or sono registrò l’onnipresente The Seed insieme ai Roots, pubblico il suo album solista (dal “modesto” titolo The Headphone Masterpiece) e poi scomparì dalla circolazione completamente. Questo secondo disco è stato possibile solo tramite le donazioni dei fan, quindi non è che le aspettative siano altissime, però qualcuno mi disse che il primo disco meritava e perciò non me la sento di essere troppo cattivo…

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[space height=”10″]Giovanni Allevi: Sunrise

Giovanni Allevi: SunriseacquaSparare addosso ad Allevi è diventato una specie di sport nazionale, solo che non si capisce come mai la quantità di recensioni negative è direttamente proporzione alle copie vendute da ogni suo maledettissimo album. Io non ho paura di essere conformista: Allevi mi ha fatto sempre schifo, trovo che sia la cosa peggiore successa alla musica classica dai tempi di Bocelli, e anche quando lo intervistano è insopportabile. Ecco qui, come minimo gli avrò fatto vendere altri 100 dischi…

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[space height=”10″]Kylie Minogue: The Abbey Road Sessions

Kylie Minogue: The Abbey Road Sessionsacqua Vorrei tanto offrire almeno una birra alla nostra Kylie, che è sempre stata la principessa del pop per quanto mi riguarda, alla luce di almeno un pugno di singoli veramente belli (Can’t Get You Out of My Head, In Your Eyes, Come Into My World e Slow). Però il best of in versione orchestrale, con tanto di Nick Cave imbalsamato e chiamato a cantare di nuovo Where the Wild Roses Grow, no, non ce n’era proprio bisogno!

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[space height=”10″]Taylor Swift: Red

Taylor Swift: Redacqua Non spenderei neanche queste poche righe a parlare della biondina country che da anni fa impazzire le adolescenti americane con le sue melense canzoncine, se non fosse che proprio lei pare verrà chiamata ad interpretare Joni Mitchell in un film di prossima uscita. Ve lo volevo dire in modo che possiate unirvi a me in questo coro: Taylor, giù le mani dalla nostra Joni!

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