Swans @ Circolo degli Artisti, Roma – 22 marzo 2013 (Live Report)

Swans @ Circolo degli Artisti, Roma – 22 marzo 2013 (Live Report)

2013-03-30T20:37:36+00:0030 marzo 2013|

Swans live

'Ci sono voluti trent'anni per realizzare The Seer', ha dichiarato Michael Gira, e l'occasione di assistere al live con cui viene promosso il nuovo album degli Swans per il folto pubblico riunito stasera al Circolo degli Artisti é imperdibile. La band inizia poco dopo le 22, attesissima, con la formazione di chitarra, basso, synth, batteria e percussioni più la voce di Michael Gira con la sua chitarra ritmica. Sembra a colpo d'occhio la miscela della più classica delle rock band, ma questa si rivela presto solo un'impressione. Spunta infatti accanto al percussionista e polistrumentista Thor Harris un luccicante strumento a fiato, e pochi secondi dopo l'attacco del live spazza via ogni dubbio in quei pochi che ancora non conoscevano il sound della band newyorchese.

Volumi altissimi ed atmosfere rarefatte coesistono nei suoni psico-punk in crescendo del primo pezzo To Be Kind. Le durate generose dei brani parlano chiaro: qui la sperimentazione é il tema centrale, e l'unica regola per gli Swans é creare regole nuove. Volto intenso, drammatico dietro al microfono, con i capelli biondi che sfiorano le spalle, il leader dei rinati Cigni dimostra dalle primissime battute la stoffa da protagonista di cui è fatto, rubando la scena con la sua voce profonda.

Il secondo lunghissimo brano Mother of the World manda letteralmente in trance il pubblico che ha riempito la grande sala. Il ritmo sincopato in controtempo con aggiunta di loop ossessivi, a cura della provetta sezione ritmica, fa il suo effetto. La voce viene usata come un altro strumento e le poche parole rarefatte e ripetute di I'm a coward ("Put your knife in me… I don't know you…I can't use you.. I don't know you… I can't use you") sono un messaggio chiarissimo.

I versi riverberati diventano coerenti con i muri di armonie ritmate della band. A braccia aperte ed occhi chiusi come un Gesù ritratto sulla croce da un artista rinascimentale, Gira é immagine coerente della sua musica apocalittica e disperata, che fa pensare ai clangori metallici di Terminator intervallati dalle strida campionate del synth. Al quarto brano Coward ormai vibriamo all'unisono con la ritmica potente che esce dalle enormi casse del Circolo in vortici sonori che non evolvono mai in voci o accordi liberatori, ma diventano anzi sempre più veloci ed ipnotici, finché il basso di Chris Pravdica, il synth di Thor Harris e i fiati di Phil Puleo tornano a dominare il vuoto rarefatto che si è venuto a creare. Su tutto spicca la voce di Gira, con il suo viso affilato dietro la chitarra che diventa sempre più serio e concentrato. Nemmeno un passo, o un gesto di troppo, nemmeno una parola a presentare se stessi o i pezzi eseguiti. Niente di niente, tutto sembra essere giudicato superfluo dagli Swans. Solo musica… e che musica!

Dopo un'ora piena di concerto un "Thank you" esce dalla gola di Michael Gira, mentre il pubblico reclama The Seer. Adesso il frontman misura il palco a grandi passi e sottolinea con un salto ogni accordo della ritmica, più e più volte, mentre i minuti colano lenti e la musica è così solida che ce la sentiamo addosso come se ci toccasse, cosa mai provata fin qui con questa intensità. Ancora strida aspre dal synth in polifonia con la chitarra, mentre i piatti tintinnano come campane tibetane. Il ritmo sale di nuovo, ad onde, si fa ancora ipnotico, fonde elettronica sperimentale con i più tradizionali strumenti del rock come chitarra e batteria, utilizzando i volumi sempre altissimi dei primi lontani anni, quelli in cui Gira arrivava persino a provocare fisicamente il suo pubblico.

Un'evoluzione estrema delle band che campionavano suoni e loop con i mezzi rudimentali dei primi anni '70? La cosa certa è che gli Swans sono unici, ed hanno portato qui due ore piene di arte vera, fin oltre la mezzanotte. Gira chiude coerentemente lo show con un altro "Thank you" e poi subito eccolo sfuggire via, come per non togliere spazio a quella che è stata la protagonista assoluta della serata: la musica potente ed evocativa di una band in stato di grazia.

Ecco la scaletta completa:

To Be Kind
Mother Of The World
Screen Shot
Coward
She Loves Us
Nathalie
The Seer / Toussaint Louverture Song / Oxygen

Sopra: "Swans", foto di Barbara-n