10 dischi fondamentali per conoscere il grunge
Giorgio BonomiShare
Dai pionieri di Seattle all'esplosione degli anni '90: dieci album per capire la storia, il suono e l'evoluzione del grunge.
Il grunge è uno dei fenomeni musicali più importanti emersi dalla scena alternativa americana tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Nato principalmente a Seattle, nello Stato di Washington, il genere mette insieme punk, hard rock, heavy metal e alternative rock, combinando chitarre pesanti e distorte con una sensibilità ruvida e introspettiva, lontana dall’hard rock dell'epoca.
Ma il grunge non è mai stato soltanto un suono. È stato anche una scena musicale, costruita intorno a piccoli club, etichette indipendenti e musicisti che condividevano un'attitudine più che una formula precisa. Prima che Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e Alice in Chains portassero il grunge al successo internazionale, band come Green River, Mudhoney e Melvins avevano già contribuito a definirne il linguaggio.
L'esplosione di Nevermind nel 1991 cambia tutto. Nel giro di pochi anni il grunge passa dai circuiti underground alle classifiche internazionali, trasformando Seattle in uno dei centri della musica rock contemporanea. Ma proprio mentre il genere diventa un fenomeno globale, le sue band continuano a svilupparlo in direzioni molto diverse.
Abbiamo scelto 10 dischi fondamentali per conoscere il grunge, seguendo questo percorso dalle origini della scena di Seattle fino alla sua esplosione commerciale e alle sue conseguenze.
1. Green River – Dry as a Bone (1987)
Per capire il grunge bisogna tornare a prima dei Nirvana.
I Green River sono insieme ai Soundgarden una delle band fondamentali della prima scena di Seattle e riuniscono musicisti che in seguito formeranno gruppi come Mudhoney e Pearl Jam. In Dry as a Bone il punk incontra riff pesanti, distorsioni e una componente hard rock che diventerà caratteristica del primo suono della scena.
È un disco breve e ancora profondamente legato all'underground, ma proprio per questo è importante: permette di ascoltare il grunge prima che diventasse un genere riconoscibile e un fenomeno commerciale.
2. Mudhoney – Superfuzz Bigmuff (1988)
Se c'è un disco che rappresenta perfettamente l'anima più grezza e punk del primo grunge, è Superfuzz Bigmuff.
I Mudhoney, nati dalle ceneri dei Green River, costruiscono un suono basato su fuzz, feedback, riff pesanti e un'attitudine volutamente abrasiva. Il singolo Touch Me I'm Sick diventerà uno dei brani simbolo della scena di Seattle.
Il disco è fondamentale anche per capire il ruolo dell'etichetta indipendente Sub Pop, che contribuì in maniera decisiva a documentare e diffondere la nuova musica proveniente dal Pacific Northwest.
3. Mother Love Bone - Apple (1990)
I Mother Love Bone sono tra tutti i gruppi proto-grunge di Seattle quello con più legami con l’hard rock tradizionale e l’heavy glam degli anni ‘70 e ‘80.
Guidati dall’istrionico (e tormentato) Andrew Wood, i Mother Love Bone potevano contare anche sul duo composto da Stone Gossard e Jeff Ament, che erano già stati insieme nei Green River e presto raggiungeranno il successo mondiale con i Pearl Jam.
Chitarre heavy, eccesso e divertimento fanno di Apple un disco insolito all’interno di una scena spesso vista come eccessivamente seriosa; ma ci sono anche momenti di introspezione, come la splendida Crown of Thorns.
4. Temple of the Dog - Temple of the Dog (1991)
Temple of the Dog è l’altra faccia dei Mother Love Bone.
Dopo la tragica scomparsa di Andrew Wood (una delle tante morti legate all’eroina, che purtroppo falcidierà pesantemente la scena di Seattle), i suoi compagni di band Jeff Ament e Stone Gossard, insieme al prossimo chitarrista dei Pearl Jam Mike McCready, si uniscono a Chris Cornell e Matt Cameron dei Soundgarden per registrare un intero LP in omaggio di Wood.
Il risultato è un disco dolente ed energico, dominato dalla scrittura e dalla voce di Cornell, che con questo disco si libera dall’influenza metal presente nei Soundgarden per esprimere una gamma molto complessa di emozioni.
Un disco importante anche dal punto di vista storico, perché oltre a riunire i componenti di due delle band di maggior successo del genere (Pearl Jam e Soundgarden) rappresenta l’ultima istantanea della scena di Seattle prima dell’esplosione globale del grunge.
5. Nirvana – Nevermind (1991)

L’importanza di Nevermind è impossibile da sottovalutare.
Prodotto da Butch Vig, il secondo album dei Nirvana porta la combinazione di punk, melodia e distorsione di Kurt Cobain a un livello di immediatezza che conquista un pubblico enorme. Smells Like Teen Spirit diventa il simbolo di una generazione e il disco trasforma il grunge in un fenomeno internazionale.
Ma l'importanza di Nevermind va oltre il suo successo commerciale. Il disco contribuisce a spostare l'attenzione dell'industria musicale verso alternative rock e musica indipendente, rendendo improvvisamente centrale una scena che fino a poco tempo prima occupava una posizione marginale.
È il disco che più di ogni altro segna il passaggio del grunge dall'underground al mainstream e cambia completamente la storia del rock.
6. Pearl Jam – Ten (1991)

Ten, il debutto dei Pearl Jam, porta il rock di Seattle verso un pubblico enorme grazie a brani come Alive, Jeremy e Even Flow. Rispetto ai Nirvana, la band guarda maggiormente alla tradizione dell'hard rock e del classic rock, con una forte componente melodica e una struttura più tradizionale delle canzoni.
È proprio questa diversità a rendere Ten importante: dimostra che il grunge non aveva un solo suono e che la scena di Seattle poteva produrre musica molto diversa partendo da influenze comuni.
I dischi successivi di Eddie Vedder e compagni mostreranno infatti un’evoluzione imprevista: la band cercherà di scrollarsi di dosso in ogni modo il successo planetario conquistato, producendo musica più avventurosa e intransigente. A sorpresa, il grande pubblico continuerà a seguirli, rendendoli le più grandi superstar del grunge.
7. Alice in Chains - Dirt (1992)

Con gli Alice in Chains il grunge mostra un'altra delle sue anime: quella più oscura e vicina all'heavy metal.
Dirt combina riff pesanti, atmosfere cupe e melodie vocali molto forti. La voce di Layne Staley e le chitarre di Jerry Cantrell danno al gruppo un'identità immediatamente riconoscibile.
Un disco di forti contrasti, pervaso da un’atmosfera cupa e senza speranza, sconvolgente per come descrive senza filtri lo stato d’animo derivante dalla dipendenza dall’eroina, che purtroppo dieci anni dopo porterà via prematuramente il cantante Staley.
8. Singles - Original Soundtrack (1992)
L’esplosione commerciale del grunge sotto forma di colonna sonora.
Sulla soundtrack di Singles c’è spazio per tutti i protagonisti della scena, molti dei quali con brani inediti realizzati apposta per il film: Pearl Jam, Alice in Chains, Soundgarden, Mudhoney, Screaming Trees e Mother Love Bone.
Un documento fondamentale per capire come il fenomeno sia esploso a livello globale, tanto da influenzare tutti gli aspetti della modernità in quegli anni e rendere Seattle l’improbabile capitale della coolness dei primi anni ‘90.
9. Soundgarden – Superunknown (1994)

I veterani di Seattle, che avevano dato inizia alla scena dieci anni prima, realizzano l’ultimo capolavoro del grunge. I Soundgarden mantengono la pesantezza delle loro origini, ma la combinano con strutture più elaborate, atmosfere psichedeliche e una maggiore varietà compositiva. Brani come Black Hole Sun mostrano inoltre quanto lontano potesse arrivare il gruppo rispetto agli stereotipi del rock di Seattle.
L'album rappresenta bene il momento in cui il grunge, ormai diventato parte della cultura mainstream, si apre ulteriormente all'hard rock, alla psichedelia e alla sperimentazione.
10. Mad Season - Above (1995)
Ma l’epitaffio del grunge e della scena di Seattle lo scrive un altro supergruppo, a testimonianza di quanto i musicisti che l’hanno composta siano stati prima di tutto un gruppo di amici.
I Mad Season nascono dall’unione di Layne Staley degli Alice in Chains con Mike McCready dei Pearl Jam e Barrett Martin degli Screaming Trees, con l’aggiunta del bassista blues John Baker Saunders.
Above è un disco autunnale e malinconico, capace però di sferzate hard rock improvvise, nel più puro stile grunge. A questo si aggiungono però influenze inedite: blues, jazz e cantautorato, portato dalla straordinaria voce dell’ospite Mark Lanegan.
Un disco adulto, che segna la fine di un’epoca e il punto più alto nella discografia di molti dei suoi artefici.
Da dove partire?
Se vuoi conoscere le origini del grunge, parti da Green River, Mudhoney e Mother Love Bone. Per scoprire il lato più pesante e vicino al metal, ascolta Soundgarden e Alice in Chains. Se invece vuoi capire il momento in cui Seattle conquistò il mondo, Nevermind e Ten sono i due dischi imprescindibili.
Dieci dischi non possono raccontare tutto il grunge. Mancano molte band e soprattutto molte delle realtà indipendenti che hanno costruito la scena del Pacific Northwest. Ma proprio questa è la chiave per capire il genere: il grunge non è nato come un suono uniforme, ma dall'incontro di musicisti e band molto diversi, uniti da una scena e da un'attitudine comune.
Ed è forse per questo che, a più di trent'anni dalla sua esplosione, continua a essere una delle porte d'ingresso più efficaci al rock alternativo degli anni '90.
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