Bigott ci invita alla sua Cannibal dinner (Occhio indiescreto)

Bigott ci invita alla sua Cannibal dinner (Occhio indiescreto)

2017-11-08T16:56:27+00:0025 Luglio 2012|

Bigott

Io non so chi è Bigott.
So solo che un mese e mezzo fa ero a Porto, me ne stavo davanti a uno dei palchi dell'Optimus Primavera Sound, aspettavo che iniziasse il concerto dei Flaming Lips e la regia continuava a passare delle riprese del festival fatte il giorno prima, montate sulle note di una divertente quanto sconosciuta canzoncina.

"Carnival, Carnival" mi sono ritrovata a canticchiare da allora per tutte le tre giornate di festival … ignara che in realtà la canzone dicesse "Cannibal, Cannibal". Questo l'ho scoperto solo qualche giorno dopo, quando, in preda alla nostalgia, mi sono messa a cercare video e registrazioni varie del festival. E mi sono così imbattuta nel vero video della canzone. 

Cannibal Dinner di Bigott

Cannibal dinner è stata un'infatuazione improvvisa e presto è diventata anche un'ossessione, visto che un giorno sono riuscita ad ascoltarla per 22 volte di fila. E' la perfetta canzone dell'estate, anche se nel suo video non c'è traccia di mare, spiagge o ombrelloni. Però ci sono dei tipi molto strani che fanno cose ancora più strane e che ballano su un dance floor molto retrò, ma che, sarà che sono reduce dal concerto dei Pulp, mi sembra la cosa più alla moda che quest'estate ci possa offrire.

E poi Cannibal dinner è anche misteriosa.
Chi è questo Bigott

A cercare su google o wikipedia non è che si trovi un granchè, tranne che è spagnolo di Saragozza e che di canzoni sembra averne fatte un bel po', molte delle quali anche a un primo ascolto sono decisamente interessanti. E quell'aspetto stralunato e trasandato, barba e capelli lunghi a nascondere un uomo non più giovanissimo, gli occhi vispi anche se all'ingiù, l'impronta decisamente mediterranea, te lo rendono simpatico fin da subito. Poi da qualche parte trovo anche scritto che Bigott è un cantautore maturo, già con cinque dischi all'attivo, paragonato a Bill Callahan e Will Oldham (che in questo momento sto ascoltando). Ha suonato quest'anno al Primavera (ma io, non sapendo chi fosse, questo l'ho saputo dopo), ma c'era già stato anche nel 2010.

E così mi ritrovo a passare un pomeriggio intero alla ricerca di qualche informazione in più su questo curioso personaggio, mi stupisco di non trovare tutto in un click, come di solito mi succede con gli altri musicisti di lingua inglese, e in fondo mi rallegro che ci siano ancora delle zone d'ombra nella vita reale delle persone e dei personaggi, anche pubblici, su cui il grande occhio del web non ha ancora posato lo sguardo. 

Non mi resta che concentrarmi solo sulla sua musica e chissà che, conoscendola meglio, l'infatuazione estiva non si trasformi in vero innamoramento.