Portlandia e la strana quasi-coppia Fred Armisen e Carrie Brownstein (occhio indiescreto)

Portlandia e la strana quasi-coppia Fred Armisen e Carrie Brownstein (occhio indiescreto)

2017-11-08T16:56:27+00:0020 luglio 2012|

Portlandia Fred Armisen e Carrie Brownstein

Ho provato a digitare in Google "Chi conosce Portlandia?". Speravo che qualcuno in Yahoo Answers avesse già fatto la stessa domanda. Questo avrebbe significato che Portlandia inizia davvero ad essere conosciuto anche qui in Italia e lo avrebbe definitivamente consacrato a vero piccolo fenomeno pop.

Purtroppo (o perfortuna) di Portlandia in Yahoo Answers non c'è traccia, ma questo comunque non nega il fatto che in questi ultimi mesi la serie televisiva della IFC stia diventando anche qui da noi sempre più popolare e "di tendenza".  Portlandia ha infatti tutte le carte in regola per diventare un must tra i giovani hipster anche italiani. 

Per iniziare, i protagonisti, Carrie Brownstein e Fred Armisen: lei mitica chitarra e voce delle Sleater-Kinney, tuttora in giro con un altro gruppo, le Wild Flag, che si è esibito anche a Barcellona al Primavera; lui membro fisso del Saturday Night Live dal 2002, e, il che non guasta, musicista, più precisamente batterista. Poi la sigla, di una bellezza struggente, con quelle immagini virate al verde e quell'atmosfera ovattata che in gran parte è merito, neanche a dirlo, di uno dei nomi più in auge della scena indie elettronica del momento, Washed Out. Per non parlare dei mille cameo da parte di musicisti indipendenti, tutti amici ovviamente di Fred & Carrie, come, solo per citarne alcuni, Joanna Newsom, Colin Meloy dei Decemberist, Robin Pecknold dei Fleet Foxes, James Mercer degli Shins, St.Vincent.

E poi c'è il fattore "autoironia". 

Portlandia racconta la stranezza degli hipster e il loro esserne pienamente consapevoli, il che li rende refrattari ad essere incasellati in qualsiasi tipo di etichetta o categoria. E' la presa in giro di quello che Freud chiama "Narcisismo delle piccole differenze": la necessità di distinguersi attraverso piccoli aspetti, addirittura sfumature, e di insistere con aperta convinzione sull'importanza di queste sfumature*. E' evidente che Fred & Carrie prendono in giro anche se stessi e la cultura a cui appartengono, non per niente una coppia dei personaggi si chiama proprio con i loro nomi. E l'autoironia, si sa, piace ai giovani hipster italiani, li fa sentire ancora più strani e speciali, ce lo dimostra il successo di canzoni come Sono così indie de Lo stato sociale

Ok, tutti d'accordo. Ma poi c'è un motivo per cui Portlandia piace a me.

Dopo il quasi matrimonio di Jens Lekman, stavolta è il quasi fidanzamento tra Carrie Brownstein e Fred Armisen a incuriosirmi/intenerirmi. No, non si tratta della solita storia tra due personaggi che stanno insieme ma per motivi di privacy preferiscono negare davanti ai giornalisti. Fred e Carrie non fingono, anzi, hanno più volte parlato nelle interviste della loro relazione platonica (anche loro…). Un'amicizia nata quasi 10 anni fa, quando le Sleater Kinney di passaggio a New York per un concerto, vennero invitate da Armisen a un party del dopo-Saturday Night Live (me lo immagino un po' come il dopolavoro ferroviario, ma ho la sensazione che sia un tantino diverso…). Fred, grande fan della band,  si presentò con una spilletta con la faccia della Brownstein…

Portlandia (o meglio, per l'esattezza ThunderAnt, il progetto da cui poi la serie televisiva si è sviluppata) è nato per giustificare (credo prima di tutto a loro stessi) i viaggi che facevano da una costa all'altra degli Stati Uniti solo per incontrarsi. I due si messaggiano tutte le sere prima di andare a letto. Dicono di essere l'uno per l'altra la cosa più simile a una famiglia. La mia dichiarazione preferita è questa, l'ha fatta Carrie: 
Qualche volta mi sento confusa e penso "Forse dovremmo baciarci?" Ma la verità è che non voglio che ci baciamo, voglio che ci insegnamo l'un l'altra quando sia bello esserci.
E' tutto molto romantico, magico, diverso.
 
Certo che questi Carrie e Fred, a pensarci bene, non sono molto diversi dai loro hipster di Portlandia, refrattari alle etichette e convinti dell'importanza delle piccole sfumature che rendono diverso il loro rapporto da quello di una qualsiasi coppia…  Ma va bene così, purche continuino a farci ridere.
 
* Questa frase l'ho rubata da questo articolo strepitoso del New Yorker. Dipinge in modo perfetto, secono me, il concetto di hipster.
 
** E prima di salutarci, qui sotto vi metto la sigla, quella di Washed Out. Troppo bella!